Inter-Sampdoria 2-1: commento e pagelle

Dopo oltre tre mesi di assenza, torna in campo la Samp e ricominciano le sofferenze in una stagione che dopo un mercato estivo fallimentare, ed una partenza terribile, è stata rimessa in piedi grazie al pragmatismo di mister Ranieri, che pur non dando mai l’impressione di aver fornito un’impronta precisa di gioco alla squadra, ha portato punti e tutto sommato una voglia di crederci in una situazione veramente difficile ai tempi del suo insediamento.

La partita con l’Inter si presentava piuttosto proibitiva, vista la differenza tecnica a cui si è aggiunto il fatto che i nerazzurri avevano già, nelle gambe e nella testa, un impegno ufficiale di coppa. Questo li ha certamente agevolati negli automatismi in campo e nelle misure, dopo tanti mesi a casa e poi solo allenamenti. Effettivamente l’incontro è stato a senso unico fino all’improvviso gol blucerchiato. Si è vista una Sampdoria troppo difensiva e completamente incapace di ripartire fino al 2-1. Poi tutto è cambiato.

Cronaca primo tempo

L’inizio è subito chiaro. Ranieri schiera un 4-5-1 con La Gumina unica punta e Ramirez a supporto. Il risultato è che i nerazzurri prendono subito il sopravvento in modo schiacciante con i doriani incapaci di imbastire la minima azione offensiva. La rete non tarda ad arrivare. Al 10′ su un lancio, dove Bereszynski non fa partire il fuorigioco, Lautaro difende bene palla e spalle alla porta regala un bel pallone, di tacco, all’accorrente Eriksen, il danese è intelligente nel pescare Lukaku, meglio piazzato, in mezzo alle maglie blucerchiate troppo distanti. Rete facile facile per il centravanti afro-belga.

Tre minuti dopo (13‘), occasione per Candreva, che riceve da Barella nel cuore dell’area ma colpisce male, a lato. Ancora l’esterno destro di Conte ci prova al 26′ con un missile da fuori area, anche questa volta fuori, mentre al 29′ è Lukaku a sparare alto da buona posizione. E’ una fase in cui i ragazzi di Ranieri sembrano totalmente fuori partita. Giusto e puntuale arriva il raddoppio.

E’ il 33′ quando Lukaku riceve palla, serve Candreva sull’inserimento, il cui tocco è preciso per Lautaro Martinez. Facilissimo per l’argentino siglare il 2-0, con la difesa doriana anche questa volta assolutamente “in bambola”, soprattutto con Colley che non tiene la marcatura per la seconda volta. Continua a giocare l’Inter fino a fine tempo, ma non ci sono altre occasioni da segnalare. E’ invece Ramirez che sciupa all’ultimo istante (45′) una buona occasione dopo un pallone recuperato da Thorsby al limite dell’area. Pallone alto da posizione favorevole

Cronaca secondo tempo

Nessun cambio nell’intervallo e il copione sembra non variare. Al 4′ Lukaku divora un’occasione colossale ciabattando, praticamente a porta vuota, un pallone servito da Eriksen, che aveva portato a spasso Audero. Poi improvviso, al 9′. il gol di Thorsby, che è lesto a colpire in maniera istintiva dopo una traversa centrata di testa da Colley su cross di Ramirez. Un lampo nel buio, ma la partita incredibilmente cambia in maniera radicale.

L’Inter, oltre alla spavalderia dei primi 50 minuti di gioco, perde sicurezza e precisione. Sembra quasi impaurita e la Samp, incoraggiata a gran voce da Ranieri, prende coraggio. Non succede molto altro nei pressi di Handanovic, ma la partita diventa equilibrata e tutto sembra possa accadere. Al 30′ da segnalare una quasi “papera” di Audero, su un cross basso di Eriksen, che nessuno tocca e per poco non lo sorprende.

Nel mentre Ranieri butta in campo vari giocatori, con ruoli ormai quasi indefiniti, creando ulteriore confusione ad una partita molto aperta. Al 33′ è Murru a spaventare i nerazzurri con un bolide che passa non lontano dall’incrocio su imbeccata precisa di Bonazzoli, entrato al posto di uno spento La Gumina. Le emozioni si esauriscono qui se si eccettuano una punizione di Leris al 42′, che il portiere sloveno respinge, ed un tiro di Moses al 43′, ampiamente a lato su una ripartenza.

Termina dunque con una sconfitta di misura, onorevole considerando la caratura degli avversari, la ripartenza piena di incognite dopo tanto fermo agonistico, e senza alcuna amichevole di prova. C’è da considerare che Ranieri ed il suo staff hanno lasciato a riposo precauzionale Tonelli, Ekdal, Gabbiadini e Quagliarella. Chiaro l’intento di averli al 100% in questo finale di torneo che si presenta come una lunga volta compressa.

Già Mercoledì sera infatti si gioca a Roma, in un incontro un pò più alla portata, ma comunque fuori casa e con avversari ampiamente superiori a livello tecnico. Probabilmente vedremo qualcosa di diverso, ma è verosimile che il capitano resti ancora ai “box” visto l’acciacco muscolare, da non sottovalutare assolutamente. Note positive: il primo gol di Thorsby e l’esordio del giovane Askildsen.

Le mie pagelle

Audero 6-: nulla può sulle due reti, arrivate con azioni rapide, senza contrasto e da due passi. Si impappina su un cross di Eriksen che per poco non ci costava il 2-1. Importante, per il morale, che comunque l’abbia presa. Preciso nelle uscite alte e nei rilanci.

Bereszysnki 5,5: primo tempo orribile in cui resta incollato alla linea a quattro e raramente si propone. E’ fuori posizione su entrambe le reti dell’Inter ed è quindi colpevole come il resto dei difensori. Molto meglio nella ripresa, quando azzecca alcune chiusure diagonali e spinge con costanza a supporto di Depaoli.

Yoshida 6-: tolte le due azioni gol dell’Inter gioca una partita precisa e con pochi fronzoli, impostando senza paura quando può e spazzando quando deve. Tutto sommato il suo impatto col campionato italiano, considerando anche l’esordio prima della sosta, non è stato problematico.

Colley 5: nel primo tempo ci capisce meno degli altri, anche perché il corpo a corpo con Lukaku è un brutto lavoro per chiunque. Su entrambi i gol risulta “a spasso”, ma anche in altre azioni sembra piuttosto in difficoltà e non efficace come al solito sui palloni alti. Nel secondo tempo sbaglia poco e colpisce la traversa con un bel colpo di testa, nell’azione che propizia il gol.

Murru 6: certamente sul piano atletico uno dei più in palla. Spinge già nel primo tempo in supporto a Jankto, ma è soprattutto nella ripresa che prende coraggio e crea diverse situazioni positive. Come scritto nella cronaca ci prova con una gran sinistro, che purtroppo, con Handanovic immobile, esce fuori.

Thorsby 5,5: gioca nella parte destra del centrocampo dove agisce Young, ma non riesce a contrastarlo più di tanto. Sembra spesso vagare a vuoto in mezzo ai palleggiatori interisti. Ha il merito di propiziare l’unica occasione del primo tempo, con un caparbio contrasto, e di segnare il suo primo gol in maglia blucerchiata. Tenace ma complessivamente “povero” e contro avversari così si nota molto.

Linetty 5,5: piuttosto dormiente rispetto ai suoi standard. Le poche volte che prova ad accelerare viene atterrato dagli attenti dirimpettai, che evidentemente lo hanno studiato bene. Vieira Nan 6-: entra per l’ultimo quarto d’ora scarso, con gli schemi ormai saltati. Tocca pochi palloni nella confusione.

Bertolacci 5,5: nel primo tempo è l’unico che tiene botta in mediana recuperando diversi palloni in interdizione. Non riesce a fare granché in fase di impostazione, anche perché davanti è il deserto. Esce quando è ormai in fase calante. Askildsen 6-: giocatore sicuramente ancora acerbo che Ranieri ha comunque voluto far esordire per inserirlo un minimo nel contesto. Visto il fisico, dovrà lavorare tanto sulla rapidità.

Jankto 4,5: era sembrato il più in forma atleticamente contro l’Hellas nell’ultima gara, ma oggi non ne azzecca una. Corre e viene servito ripetutamente sulla sinistra, ma non porta a compimento nessuna azione, stoppato puntualmente da Skriniar, o addirittura Candreva. Leris 6: anche lui buttato nella mischia quando la partita è nella fase più aperta, appare come al solito ruspante e un pò impreciso. Ha degli spunti interessanti, ma giocando così a sprazzi non è facile. Calcia una discreta punizione da destra.

Ramirez Pereyra 5-: partitaccia da dimenticare. Controlla pochi palloni e non conclude niente di che. Crea, insieme a Thorsby, un’occasione d’oro che sciupa malamente. Carattere, molti falli e poco più. Da un trequartista mi aspetto ben altro. Depaoli 6-: entra nella fase di maggiore spinta e viene chiamato spesso in azione dai compagni. Non conclude molto, ma la grinta non manca.

La Gumina 5: isolato, poco servito, ma anche piuttosto impotente di fronte al terzetto difensivo interista. Neppure un tiro e mai uno spunto nelle zone pericolose. Bonazzoli 6: si sbatte fin da subito contro la sua ex squadra. Non trova la porta, ma regala un “cioccolatino” a Murru dopo un pallone ben lavorato sul fondo del campo. Lo rivedremo certmente contro difese più alla portata.

Precedente Inter-Sampdoria: probabili formazioni e conferenze Successivo Inter-Sampdoria 2-1: video di azioni ed interviste

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.