Spezia-Sampdoria 2-1: commento e pagelle

Spezia, Lunedì 10 Gennaio 2021 – serie A, 17° giornata
Spezia-Sampdoria 2-1
20′ Terzi, 24′ Candreva (assist Jankto), 61′ N’Zola (r)

Spezia (4-3-3): Provedel; Vignali (80′ Ferrer), Terzi, Chabot, Marchizza; Estevez (80′ Maggiore), Agoume, Pobega (80′ Erlic); Gyasi, Nzola (80′ Piccoli), Farias (65′ Agudelo). A disposizione: Krapikas, Ramos, Galabinov, Deiola, Verde, Dell’Orco, Sena. Allenatore: Italiano.

Sampdoria (4-4-1-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Augello; Jankto (79′ Verre), Thorsby, Ekdal, Candreva (85′ Léris); Damsgaard (79′ Quagliarella); Balde (86′ Ramírez). A disposizione: Ravaglia, Letica, Rocha, Silva, , Askildsen, Regini, La Gumina, Tonelli. Allenatore: Ranieri.

  • Arbitro: Piccinini di Forlì. Assistenti: Raspollini di Livorno e Perrotti di Campobasso. Quarto ufficiale: Dionisi dell’Aquila. VAR: La Penna di Roma 1. AVAR: Liberti di Pisa.
  • Ammoniti al 34′ p.t. Yoshida, al 37′ p.t. Farias, al 12′ s.t. Bereszynski, al 47′ s.t. Gyasi, al 49′ s.t. Marchizza, al 50′ s.t. Agudelo per gioco scorretto, al 26′ s.t. Jankto per proteste;
  • Recupero 3′ p.t. e 6′ s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.

La Samp riesce nella difficile impresa di perdere l’inedito derby con lo Spezia, non solo nel risultato, ma addirittura nettamente nel gioco. Propositivo e grintoso quello della squadra di Italiano, lento, impreciso ed estremamente difensivistico quello dei blucerchiati di Ranieri, che fin da subito hanno dato l’impressione di non aver capito nulla di come confrontarsi con avversari così modesti , ma allo stesso tempo così brillanti.

Già la scelta iniziale di Ranieri mi aveva lasciato grosse perplessità, con Keita nuovamente unica punta e Damsgaard a sostegno. Quagliarella, riposato dagli zero minuti con l’Inter in panchina, nonostante il mister avesse detto che avrebbe giocato. Per il resto mediana con Ekdal e Thorsby e il più tecnico Silva fuori. E fin da subito, lo Spezia, con le tre punte ha spinto verso la difesa la Samp.

Soprattutto la prima mezz’ora è stata davvero pirotecnica. Già al 1′ uno svarione di Colley per poco non consente a N’Zola di segnare. Al 4′ altro pasticcio, questa volta di Ekdal e nuovamente l’attaccante francese rischia di portare i suoi in vantaggio. Il gol è negato da una fortuita deviazione di Yoshida. Al 10′ una iniziativa di Damsgaard si conclude con un cross che Keita spedisce tra le braccia di Provedel. Il senegalese, al 12′,  ha una buona opportunità su azione confusa, ma la conclusione è chiusa da Terzi, dopo un primo tiro di Thorsby respinto dal portiere.

Al 14′ doppio tiro di N’Zola in un’altra situazione di confusuione in area doriana, ma Audero si fa trovare pronto. Al 16′ Bereszynski saltato come un birillo da Farias, pallone servito a Estevez che calcia fuori di poco. Al 20′ arriva quindi il meritato vantaggio dei padroni di casa. Calcio di punizione dalla trequarti, sponda di Chabot e in area svetta Terzi, uno dei più bassi, che batte Audero con un colpo di testa ravvicinato, ma centrale. 

La Samp ha una immediata reazione e produce le uniche e ultime (!) azioni degne di nota della partita: al 22′ Jankto viene servito da Keita e calcia di prima mirando il primo palo. Provedel devia in angolo. Al 24′ il pareggio con tiro al volo di Candreva a seguito di una splendida azione corale con Damsgaard che ha aperto per jankto, il cui cross è stato preciso per l’ex interista.

La Samp finisce qui, mentre lo Spezia si spegne dopo un tiro di Estevez rimpallato al 27′ e un altro colpo di testa di Pobega al 28′ fuori di un soffio. Non succede altro nel primo tempo. E’ stato veramente frustrante vedere la mollezza dei nostri che si sono salvati più volte in area prima di incassare il meritato svantaggio. Unico momento buono sono stati alcuni minuti successivi al gol incassato, per poi lasciare di nuovo campo.

Nella ripresa non è successo nulla di eclatante e c’è voluto un altro rigore generato da Thorsby per rompere l’equilibrio di una partita che comunque per la Samp era stata fin lì di bassissimo livello. N’Zola trasforma dal dischetto al 61′. Restano circa 35 minuti per cercare di strappare almeno il 2-2, invece il tempo scorre senza sussulti e con Ranieri che nonostante la squadra sia fiacca e senza mordente non effettua cambi.

Sembra un scherzo, ma è successo davvero. Per vedere qualcosa in zona portieri bisogna arrivare l’85’, ed è il neoentrato Piccoli a impegnare Audero sul primo palo. Solo nel recupero arrivano due tentativi della disperazione e su calci da fermo di Ramirez, con un tiraccio di Thorsby in mischia e un colpo di testa fuori di poco di Yoshida. Assolutamente troppo poco per meritare di uscire imbattuti dal “Picco”, dove finora nessuno era riuscito a perdere…

Proclami della vigilia quali le potenziali tre vittorie di fila per cambiare la stagione, proferiti  da Keita e dallo stesso Ranieri, rendono la serata ancora più amara. Sei ambizioso a parole, ma poi in campo entri molle, con atteggiamento impaurito e ti fai mettere sotto dallo Spezia, una squadra che gioca davvero bene, ma come livello, prendendo i singoli giocatori è circa da “alta serie B”.

Ridicoli davvero, una delle pagine più amare della storia blucerchiata recente. E fa ancora più rabbia, vedendo l’andamento odierno della squadra, pensare che non siano stati fatti cambi fin quasi alla fine, quando ormai chiaramente non si giocava più a calcio, ma si poteva segnare solo con un episodio. Senza parole davvero…

Le pagelle

Audero 6. Forse gli si può addebitare qualche responsabilità sul gol (non riesce a respingere il pallone centrale, che comunque arrivava da molto vicino), per il resto è attento in tre occasioni, anche se si tratta di tiri del tutto parabili.

Bereszysnki 5-. Salato ripetutamente come un birillo da Farias e persino N’Zola quando passa da quelle parti. Nella ripresa chiude e recupera un paio di situazioni pericolose. In avanti non conclude nulla di positivo.

Yoshida 5. Dopo una bella chiusura commette uno svarione incredibile perdendo palla davanti alla difesa. In generale ci capisce poco e sbaglia diverse aperture. Nel finale va vicino al gol di testa, ma non inquadra la porta.

Colley 5. Anche lui dopo pochi minuti commette una ingenuità clamorosa stoppando male il pallone verso l’interno, ma N’Zola non ne approfitta. Il francese lo mette comunque spesso in difficoltà, tanto che sembra Lukaku e non un giocatore reduce da una carriera di serie B e C.

Augello 5,5. Primo tempo molto male, sbaglia di tutto, compresa la marcatura su Terzi in occasione del gol. Nella ripresa rimedia bene diverse volte in chiusura e torna quello che conosciamo in fase di spinta e cross. Non arriva comunque alla sufficienza neppure oggi.

Candreva 6. Primo tempo più che sufficiente soprattutto grazie al bellissimo gol. Nella ripresa non si vede mai, travolto dal ritmo dello Spezia e dal non gioco della Samp. Leris 5,5. Pochi minuti e quasi non tocca palla. Un cambio ridicolo fatto così tardi.

Thorsby 5. Recupera diversi palloni come sempre, ma di testa stasera, stranamente, non la becca quasi mai. Provoca un altro rigore in maniera molto ingenua, che in soldoni decide l’incontro.

Ekdal 4,5. Giornata veramente pessima dello svedese. Sembrava in debito di ossigeno e in calo di zuccheri fin dall’inizio. Ovviamente la colpa è di Ranieri che con Silva e Askildsen a marcire in panchina, non l’ha tolto. 

Jankto 6,5. Gran primo tempo di quantità (corre come un pazzo) e qualità (sfiora il gol e serve l’assist a Candreva). Nella ripresa si vede ben poco. Verre 5,5. Entra troppo molle pure lui. Qualche buon fraseggio, ma non conclude nulla. Anzi perde due palloni in attacco.

Damsgaard 6-. Qualche pregevole giocata, anche fine a se stessa, ma anche troppi errori di precisione nei passaggi. Non trova grande intesa coi compagni, anche se da sempre l’impressione di poter accendere la luce. Oggi però gli riesce poco. Quagliarella 5. Quindici minuti di nulla cosmico. Anche lui non è sembrato entrare in clima da battaglia, probabilmente infastidito dal tempo enorme passato in panchina e poi a scaldarsi.

Balde Diao 5,5. Primo tempo sufficiente per carattere e giocate (serve buoni passaggi ai compagni negli inserimenti). Nella ripresa sbaglia quasi tutti i palloni e cerca di strafare. La sua prestazione, come tutta quella della squadra stride terribilmente rispetto alle dichiarazioni sull’importanza delle tre partite che stavano arrivando. La prima è andata con una figuraccia epocale. Ramirez Pereyra 6. Entra compassato e rilassato nel clima di guerriglia, perdendo subito una palla in attacco. Ha il merito di battere bene due punizioni nel finale e fare un bel lancio a sinistra per Augello.




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