Serie A 2021/22: Salernitana-Sampdoria 0-2

Le parole nel prepartita:

Salerno, Domenica 21 Novembre 2021, ore 15:00 – serie A, 13° giornata

Salernitana-Sampdoria 0-2

40′ Di Tacchio (a), 43′ Candreva

Salernitana (4-3-1-2): Belec; Zortea (10′ s.t. Kechrida), Gyomber, Gagliolo, Ranieri; L. Coulibaly, Di Tacchio (22′ s.t. Schiavone), Kastanos (1′ s.t. Obi); Ribery (22′ s.t. Simy); Gondo (10′ s.t. Bonazzoli), Djuric. A disposizione: Fiorillo, Jaroszynski, Bogdan, Capezzi, Delli Carri, Vergani. Allenatore: Colantuono.

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski (16′ s.t. Dragusin), Ferrari (20′ s.t. Chabot), Colley, Augello; Candreva, Thorsby, Ekdal, Verre (16′ s.t. Askildsen); Caputo, Quagliarella (41′ s.t. Gabbiadini). A disposizione: Ravaglia, Falcone, Ciervo, Depaoli, Yepes Laut, Murru, Trimboli. Allenatore: D’Aversa.

  • Arbitro: Giacomelli di Trieste. Assistenti: Scarpa di Reggio Emilia e Marchi di Bologna. Quarto ufficiale: Cosso di Reggio Calabria. VAR: Sozza di Seregno. AVAR: Bottegoni di Terni.
  • Ammoniti al 24′ p.t. Bereszynski, al 12′ s.t. Ekdal per gioco scorretto, al 41′ s.t. Chabot per comportamento non regolamentare;
  • Recupero 1′ p.t. e 5′ s.t.; terreno di gioco in buone condizioni.

La Samp torna alla vittoria dopo la sosta, in una partita “crocevia” della stagione e in particolare per l’allenatore D’Aversa, riconfermato dalla società dopo le sconfitte con Atalanta, Torino e Bologna, ma ovviamente ancora sotto esame dopo una prima parte di stagione con troppe ombre, dopo un inizio che pure era sembrato piuttosto promettente. Perlomeno il gruppo oggi ha dato risposte sul piano del carattere. Per convincere c’è tempo.

Intanto bisogna rimarcare ancora una volta gli assenti. Tre titolari quasi insostituibili, come Yoshida, Perruchet Silva e Damsgaard, più Vieira Nan (mai disponibile fin qui), Ihattaren (ormai praticamente fuori rosa) e Torregrossa. Da considerare anche la perdurante mancanza  di forma di un giocatore per noi fondamentale come Gabbiadini. Anche oggi, in una dozzina di minuti in campo, ha dimostrato quanto sia fuori fase.

In campo comunque con un piglio più spavaldo, cioè con una sorta di 4-2-3-1, con Candreva largo a destra, Verre dall’altra, ma più spesso accentrato e Quagliarella qualche metro più indietro e più laterale rispetto a Caputo. La vittoria è stata costruita nel primo tempo, quando dopo un inizio frizzante dei granata, sospinti da un pubblico molto caloroso, la Samp ha preso decisamente le misure creando svariate occasioni.

Come detto, partenza a favore dei padroni di casa, che però non impegnano mai Audero, e a parte un colpo di testa di Djuric al 10′, alto da buona posizione, non si rendono per nulla pericolosi. Quagliarella all’11′ riceve palla da Caputo al limite, calci di destro, pallone respinto, secondo tiro di sinistro e questa volta para Belec. Al 12′ seconda occasione, questa più clamorosa. Altra sponda di Caputo per Candreva, che da buona posizione spara alto.

Al 17′ su cross di Verre dalla trequarti, Caputo controlla e prova una bella acrobazia, con pallone alto non di molto. La partita resta viva, ma non succede nulla fino al 36′, quando Quagliarella apre a destra per Bereszynski che serve in verticale Candreva, l’esterno blucerchiato crossa subito per Thorsby che tira di prima. Belec respinge, sulla testa di Caputo, che da due passi, ma praticamente di istinto non riesce ad angolare.

Al 38′ Caputo recupera palla sulla trequarti e tenta il tiro in corsa.  Belec blocca il pallone centrale. Dopo sei occasioni blucerchiate, arriva il meritato, anche se casuale, vantaggio. Al 40′ da calcio d’angolo, Verre passa a Candreva che crossa teso in mezzo all’area e Di Tacchio, nel tentativo di contrastare Thorsby, devia con la schiena all’angolino. Al 42′ micidiale contropiede con Quagliarella che avanza dritto per diversi metri e imbecca Candreva. L’esterno questa volta mira bene sul secondo palo in diagonale: 0-2.

Nel secondo tempo la musica cambia, con la Samp che lascia il pallino del gioco agli avversari e bada soprattutto a difendere. Per fortuna i ragazzi di Colantuono oggi non brillano e a parte un grande intervento di Audero su tiro ravvicinato di Ranieri, al 53′, non rischiano più di tanto. Al 54′ dagli sviluppi di un corner la palla arriva fuori area a L. Coulibaly che tira, ma trova ancora Audero devia fuori un pallone non difficile.

Al 60′ la Samp sembra poter chiudere i conti. Buona azione di Quagliarella che serve Caputo, ma l’attaccante blucerchiato è di pochi centimetri in offside, posizione irregolare confermata anche dal VAR. Così la Salernitana resta in partita e spinge con una certa costanza. Ma si segnalano solo tre colpi di testa, tutti fuori dallo specchio della porta: Djuric al 73′, Obi al 79′ e Simy al 94′.  Più qualche mischia potenzialmente pericolosa.

La squadra di D’Aversa nella ripresa è quindi un pò uscita di scena, e pur difendendo complessivamente meglio del solito, non ha fatto nulla per provare a trovare il gol della tranquillità. Alcuni contropiedi davvero mal gestiti, in particolare una discesa in campo aperto di Gabbiadini, conclusa con una sorta di passaggio al portiere. Serve più convinzione davanti. Oggi giocavi con una squadra modesta, ma in altre situazioni un atteggiamento così lo paghi.

Insomma una Sampdoria ancora convalescente, ma che, come tante volte nella sua storia anche recente, risorge nel momento di grande difficoltà e in condizioni ambientali e di infermeria avverse. Il segnale caratteriale è buono e chissà che i tre punti, non aiutino la squadra a lavorare meglio e riuscire a ritrovare quel gioco piuttosto brillante visto fino al primo tempo della partita col Napoli. Sabato con l’Hellas si cercano conferme.


Le pagelle:

Audero Mulyadi 6,5. Complessivamente due parate, una difficile e una medio facile. Per il resto qualche buona uscita alta e un rinvio sbagliato.

Bereszyski 6+. Soffre un pò con Ribery alternando cose interessanti a qualche errore tecnico evitabile. Rimedia un cartellino giallo evitabile che lo condiziona. Si propone sporadicamente in avanti. Comunque sempre una discreta garanzia. Dragusin 6+. Entra senza nessuna timidezza giocando praticamente da terzo centrale, ma non disdegnando la sortita. Tenta un buon tiro dal limite trovando la deviazione in corner.

Ferrari 6. Come tante altre volte si trova gettato nella mischia in condizioni di emergenza e risponde tutto sommato bene, fronteggiando con le buone e con le cattive il gigante Djuric. Chabot 6+. Si esalta nel clima di guerriglia contro due spilungoni come Djuric e poi Simy (entrambi circa 2 metri di altezza).

Colley 6. Se la cava pur concedendo qualche colpo di testa di troppo agli altissimi attaccanti della Salernitana. Qualche rinvio sbilenco, ma non commette errori gravi.

Augello 6+. Una delle migliori prestazioni stagionali. Meglio nel primo tempo, quando spinge ripetutamente trovando poca opposizione. Nella ripresa, con la squadra in assetto difensivo, si vede meno.

Thorsby 6. Più diga che incursore oggi. Prende come sempre diversi palloni di testa, ma la lotta a centrocampo è continua. Coi piedi alterna buone giocate, ad altre meno precise. Sfiora il gol su cross di Candreva con un bel tiro di prima.

Ekdal 6,5. In genere queste partite non le sbaglia e oggi mi è parso particolarmente concentrato e attento nei dettaglio. giocate sempre sensate e qualche buona apertura da regista.

Candreva 7. In una partita non memorabile, ha il merito di effettuare il cross che porta a sbloccare il punteggio e di chiudere perfettamente il contropiede dello 0-2. E in precedenza, aver messo uno splendido cross in area per Thorsby. Roba per pochi. Per il resto qualche passaggio a vuoto di troppo (passaggi banalmente sprecati) e un tiro su cu i doveva fare meglio sullo 0-0.

Verre 6+. Rientro importante, come avevo sottolineato nel prepartita. Aggiunge quella imprevedibilità e quella capacità di innescare le punte, che nessun altro ha in rosa. Askildsen 6+. Entra bene in una situazione molto difensiva. Si mette a sinistra, ma prediligendo il centro. Buone chiusure e senso della posizione.

Quagliarella 5,5. Tolto il perfetto assist in contropiede per Candreva, c’è pochino da salvare. Mai pericoloso al tiro, mostra il solito repertorio di stop e aperture, ma anche una scarsa capacità di proteggere il pallone e far salire la squadra. Esce quando la lucidità mancava ormai da un pò (vedi pallonetto inutile da 40 metri). Gabbiadini 5. Davvero incolore. In dieci minuti sbaglia due palloni e quando viene lanciato in contropiede, conclude con una ciabattata che sembra un retropassaggio a Belec. Irriconoscibile.

Caputo 6-. Diversi assist veri, non sfruttati per i compagni e un gol segnato con grande istinto da bomber, purtroppo annullato per questione di centimetri. Per il resto vale un pò il discorso fatto per il capitano, ovvero non riesce a proteggere abbastanza bene il pallone, vanificando così i pochi palloni arrivati davanti nella ripresa.

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Le parole nel postpartita:

Classifica serie A, 13° giornata

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