Serie A 2009/10: Sampdoria-Udinese 3-1

Genova; Domenica 30 Agosto 2009 ore 20:30: Serie A 2° Giornata
Sampdoria-Udinese 3-1
11′ Pazzini, 46′ Mannini (assist Cassano), 56′ Di Natale, 83′ Cassano

Sampdoria 4-4-2: Castellazzi; Zauri, Rossi, Gastaldello, Stankevicius; Mannini (64’ Padalino), Palombo, Tissone, Semioli (75’ Ziegler); Cassano (86’ Bellucci), Pazzini (A disp: Fiorillo, Lucchini, Poli, Foti). All. Del Neri.

Udinese 4-3-3: Handanovic; Lukovic, Felipe, Coda, Isla; D’Agostino, Inler, Sammarco (46’ Sanchez); Pepe (81’ Corradi), Floro Flores, Di Natale (A disp: Belardi, Zapata, Domizzi, Morosini, Zimling). All. Marino.

  • Arbitro: Trefoloni di Siena. Assistenti: Marzaloni di Rimini e Galloni di Lodi. Quarto ufficiale: Stefanini di Prato.
  • Ammoniti: 26’ p.t. Lukovic, 44’ p.t. D’Agostino, 5’ s.t. Stankevicius, 14’ s.t. Di Natale, 39’ s.t. Floro Flores
  • Al 40 s.t. Handanovic para un rigore a Cassano; recupero 1’ e 4’.
  • Spettatori: 23.000 circa. terreno di gioco in condizioni non perfette.

Vittoria strepitosa contro una squadra molto offensiva e da sempre nostra concorrente in classifica. Storico primato in classifica (anche se è solo la 2° giornata), e 5 gol segnati in 2 partite (11 in 3 partite contando la Coppa Italia). Qualche rischio di troppo in difesa (ma con un super Castellazzi), ma contro una squadra che ha giocato metà partita con 3 punte e metà con 4 di ruolo, ci sta di concedere qualcosa. Morale alle stelle… Avanti così!

In queste situazioni, soprattutto ad inizio stagione, si è soliti rubare il mestiere ai vigili del fuoco: gettare acqua sul fuoco dell’entusiasmo diventa lo sport preferito di tifosi, media e soprattutto addetti ai lavori. Ma di fronte a questa Sampdoria, prima in classifica e a punteggio pieno dopo due giornate, resta davvero difficile frenare la contagiosa euforia che ha pervaso l’ambiente blucerchiato dopo il rotondo successo sull’Udinese.

Due partite di campionato, altrettante vittorie: non accadeva dal 1994. E c’è di più: per la Samp si tratta della vittoria numero 600 nella Serie A a girone unico. Mica male per una squadra con una nuova guida tecnica, un nuovo modulo e qualche incognita alla vigilia. Una squadra, anche in questa ventilata serata marassina di fine agosto, apparsa in palla sin dalle prime battute, divertente, spumeggiante, propositiva come vuole mister Delneri.

Entrata già nelle grazie della gente blucerchiata, strabiliata dai voli di Castellazzi, dalla sicurezza di Rossi, dalla sagacia di Zauri, dal ritmo di Tissone, dalla straordinaria classe di Antonio Cassano. E dal validissimo apporto di tutti gli altri, compreso Giampaolo Pazzini, al 19esimo gol in 26 partite doriane. Contro i bianconeri friulani del tridente Pepe-Floro Flores-Di Natale, un po’ a sorpresa Delneri preferisce il mascherato Gastaldello (per via della frattura al naso) ad un Lucchini di rientro dalla squalifica e parte con le ali invertite.

Semioli a sinistra, Mannini a destra; ma già al 5’ si cambia già. E all’11’ si è già in vantaggio: merito del solito Giampaolo Pazzini, che s’avventa come un rapace su uno sciagurato retropassaggio di Lukovic per Handanovic e sotto la Nord sigla l’1-0. Letale, il Pazzo. Proprio come col Lecce in Tim Cup e a Catania all’esordio, pronti, via e il Doria va a rete con disarmante semplicità.

Blucerchiati avanti e zebrette a rincorrere. È per questo che al 27’ Castellazzi deve salvare la baracca su Floro Flores; Di Natale raccoglie la respinta ma spara nella Sud incitante a gran voce il portierone in tenuta verde. Il Doria propone, sulle corsie viaggia che è un piacere e in mezzo Tissone sembra un gigante. Il numero 1, però, deve ripetersi poco dopo la mezzora su calcia d’angolo, al 37’ in uscita bassa sempre su Floro Flores scattato sul filo del fuorigioco e infine su Felipe quando sembrava che il primo tempo fosse finito.

Tacco.
 Finito? Nemmeno per sogno. Il tabellino non aveva ancora fatto i conti con Daniele Mannini e soprattutto con Antonio Cassano, geniale – manco a dirlo – a imbeccare di tacco l’esterno pisano, libero di trafiggere Handanovic firmando il 2-0. Marassi è un tripudio di tifo e colori. Allo scadere, Mannini fa festa coi compagni: per lui il primo centro in maglia blucerchiata. Chi quella maglia l’ha vestita fino ad una settimana fa, il fresco ex Paolo Sammarco, non rientra dal tunnel del “Ferraris”. Al fischio d’apertura della ripresa, l’Udinese si presenta decisamente più offensiva con Sanchez e una trazione del tutto anteriore. È per questo che, dopo 10 minuti, arriva la rete di Di Natale, lesto ad approfittare di un liscio di Gastaldello e a battere Castellazzi accorciando le distanze.

Tocco. I friulani ci credono di più, anche se raramente riescono a impensierire la retroguardia della Samp. Samp che, pur senza rischiare, non riesce a chiudere i giochi. Si cambia allora sulle fasce: dentro Padalino e Ziegler per Mannini e Semioli, ma il tocco risolutivo lo tira fuori dal cilindro ancora Fantantonio. Dalla sinistra, il 99 blucerchiato si accentra e dal limite dell’area lascia partire un destro a giro sull’angolino più lontano. Spettacolo e 3-1. Peter Pan vola e manda baci, Handanovic è ancora battuto ma non vinto letteralmente perché tre giri di lancette più tardi prima abbatte Pazzini in area e poi neutralizza il penalty di Cassano accordato da Trefoloni.

Capolista. Cassano che esce, per Bello Bellucci (festeggiatissimo), nella standing ovation di Marassi. Lo applaude anche Alviero Chiorri, il Marziano atterrato da Cuba, in tribuna con la compagna, il figlio Simone e il piccolo Gianluca, il figlio più piccolo, quattro anni e una cascata di ricci come il papà, tanti anni fa. Tutti, felici e contenti, si godono questa Sampdoria prima in classifica, capolista, di nuovo davanti a tutti, per differenza reti e media inglese. Siamo solo agli inizi, ok, ma vederla lassù fa uno strano effetto. Effimero? Chi lo sa, intanto godiamocelo fino al 13 settembre prossimo: dopo la sosta, destinazione Bergamo.

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