Serie A 2006/07: Sampdoria-Lazio 2-0

Genova, 25 Ottobre 2006 ore 20,30 – Serie A, 8° giornata
Sampdoria-Lazio 2-0
53′ Quagliarella, 75′ Volpi (r)

SAMPDORIA (4-4-2): Castellazzi; Sala, Falcone, Terlizzi, Accardi (36′ st Pieri); Franceschini, Palombo, Volpi (40′ st Parola), Bonanni (22′ st Olivera); Quagliarella, Bonazzoli. In panchina: Berti, Bastrini, Foti, Bazzani Allenatore: Novellino

LAZIO (4-4-2): Peruzzi; Belleri, Stendardo, Siviglia, Zauri; Manfredini (37′ st Bonetto), Ledesma, Mudingayi, Mauri (41′ st Inzaghi); Pandev, Rocchi (1′ st Tare). In panchina: Ballotta, Cribari, Mutarelli, Baronio. Allenatore: Delio Rossi

  • ARBITRO: Trefoloni di Siena
  • Spettatori: 25.000 circa.
  • Espulsi al 26′ st Stendardo per fallo da ultimo uomo e al 47′ st Pandev per proteste.
  • Ammoniti: Quagliarella, Mauri, Olivera, Pandev.
  • Angoli: 6-3 per la Sampdoria.
  • Recuperi: 1′ pt e 6′ st.

Cronaca e commento

Dopo il rocambolesco e incredibile k.o di Bergamo, la Sampdoria si riscatta immediatamente, portando a casa la seconda vittoria in campionato. I tre punti erano indispensabili, non solo per far tacere le polemiche nate dopo l’inatteso crollo di Domenica, ma anche per prepararsi nel migliore dei modi al tour de force che attende ora i blucerchiati: due trasferte consecutive negli insidiosi campi di Cagliari e Palermo.

Emergenza in difesa per la Sampdoria: fuori causa Maggio, squalificato Zenoni, acciaccato Pieri, Novellino è costretto a spostare Sala nell’inedita posizione di terzino destro, facendo invece debuttare Accardi sulla fascia opposta. Seconda presenza in campionato per il recuperato Terlizzi al fianco di Falcone in ricerca di riscatto dopo la papera di Bergamo. Rossi invece, già privo dello squalificato Oddo e degli infortunati Makinwa e Behrami, ripropone in cabina di regia Ledesma, preferito a Baronio, e recupera l’indispensabile Rocchi in avanti.

Fin dalle prime battute si tocca con mano la tensione, la voglia di far punti, ma, al tempo stesso, l’obbligo di non poter sbagliare in entrambe le compagini, le quali passano buona parte dei 45’ a studiarsi, cercando vie alternative alle tradizionali pur di rendersi pericolose in fase offensiva. Bonanni e Manfredini provano la carta del tiro-cross teso dalle corsie esterne, ma il compagno più avanzato, rispettivamente Bonazzoli e Rocchi, arriva in ritardo dopo la smanacciata dell’estremo difensore.

Fino alla mezzora di occasioni da gol, neanche l’ombra. Il pubblico si surriscalda quando Trefoloni non concede il penalty per atterramento di Stendardo ai danni di Quagliarella, e ammonisce l’attaccante per simulazione nell’incredulità generale. Col passare dei minuti mentre gli ospiti si limitano a qualche tentativo da fuori con Pandev, i blucerchiati accelerano il ritmo, sfiorando il vantaggio con una fucilata di Palombo dai trenta metri; la traversa trema, la sfera, dopo aver sbattuto sulla linea di porta, ritorna giocabile ma Volpi, di testa, non inquadra lo specchio della porta.

La Lazio non riesce più ad uscire dalla propria metà campo e rischia grosso quando Quagliarella, servito ottimamente da Volpi dalla destra, colpisce a botta sicura di testa, in prossimità del dischetto, ma angola troppo e la sfera termina sul fondo. Prima del break l’attivo Sala cerca gloria nello svolgimento di un calcio piazzato, ma il suo imperioso colpo di testa non trova il bersaglio grosso.

Nell’intervallo Rossi è costretto a rinunciare all’acciaccato Rocchi, al suo posto dentro l’albanese Tare, ma il mister laziale si fa notare anche per un interessante accorgimento tattico, invertendo gli esterni di centrocampo, Manfredini viene dirottato a sinistra dove trova Sala, mentre Mauri se la vede con Accardi. Passati i primi giri d’orologio, si capisce ben presto come le compagini abbiamo lasciato negli spogliatoi la paura di perdere per tentare il tutto per tutto al fine di conquistare l’intera posta in palio.

Alla conclusione di Manfredini respinta da Castellazzi, risponde Bonazzoli con una bordata sul primo palo, ma Peruzzi si rifugia con esperienza in corner. Al 54’ il match cambia binario; Palombo lancia Quagliarella sull’out sinistro, Belleri è in vantaggio ma sbaglia l’appoggio di testa verso Peruzzi, l’ex ascolano gli brucia il tempo, rientra verso l’interno con un elegante dribbling e fulmina il portierone laziale.

La reazione ospite è rabbiosa; se la conclusione a giro di Mauri fa la barba al palo, è Castellazzi, con un colpo di reni, a negare la gioia del goal al neo-entrato Tare, autore di un imperisoo colpo di testa. Anche Novellino opta per l’inversione degli esterni e Bonanni, pasticcione fino a quel momento, si fa notare positivamente con un bolide dal limite, smanacciato in corner da Peruzzi, prima di essere sostituito al 68’ dall’ex juventino Olivera.

Dopo un contropiede sprecato da Quagliarella con una conclusione terminata sul fondo, la Sampdoria si assicura il successo tra il 72’ e il 74’; prima viene espulso Stendardo per fallo da ultimo uomo al limite dell’area sul lanciato scugnizzo napoletano, mentre, due minuti più tardi, Trefoloni, su segnalazione dell’assistente, concede il penalty, punendo la trattenuta di Siviglia ai danni di Olivera; capitan Volpi non sbaglia dagli undici metri e per la Lazio la gara diventa tutta in salita.

Sebbene la Sampdoria tenga in mano il pallino del gioco, la compagine bianco-azzurra non getta mai la spugna, tentando di riaprire ogni discorso nel finale con Tare, il cui diagonale fa però tremare il montante, mentre in pieno recupero, quando gli ospiti erano rimasti addirittura in nove per il doppio giallo rifilato a Pandev, è Castellazzi a bloccare con sicurezza un colpo di testa in tuffo sempre dell’albanese.

Al triplice fischio finale un furibondo Rossi scappa via negli spogliatoi, mentre i giocatori blucerchiati si gettano sotto la Gradinata Sud per ringraziarla del continuo sostegno, anche in ricordo di un grande tifoso blucerchiato non più presente tra noi almeno fisicamente, ma lo sarà sempre nei nostri cuori: Bruno Lauzi.

Le pagelle:

Castellazzi 6.5: decisivo su Tare e Manfredini, più affidabile rispetto a Bergamo.

Sala 7: una lieta sorpresa nell’inedito ruolo di terzino destro. Raramente in difficoltà, cerca gloria in avanti con regolarità.

Falcone 6.5: anche stasera è autore di una buona prestazione, evitando però stavolta le amnesie che hanno costato punti alla compagine blucerchiata.

Terlizzi 6.5: imbattibile sulle palle alte, se la cava con esperienza sugli sguscianti attaccanti laziali.

Accardi 6: non giocava da tempo immemore, si guadagna la pagnotta. Pieri 6: Preciso ed ordinato; gioca poco, ma sostituisce degnamente Accardi, in un momento importante della gare, come il finale.

Bonanni 6: sa di avere un bel tiro e ci prova non appena gli capita, sparando bordate verso la porta avversaria, non riuscendo, tuttavia, a colpire il bersaglio più importante. In un’occasione tira bene, impegnando Peruzzi, ma non vede Quagliarella e Bonazzoli smarcatissimi sulla sinistra.. Olivera 6: guadagna la sufficienza procurandosi il rigore della sicurezza, ma deve ritornare quello della Coppa Italia se vuole davvero incidere in questo campionato, altrimenti sarà solo tanto fumo e poco arrosto).

Volpi 7: preciso, ragionatore, manovratore, incontrista, freddo rigorista: è il capitano. Parola 6: gioca con sicurezza e determinazione, non facendo rimpiangere la presenza del capitano; sa mischiare adeguatamente gli sforzi di copertura e di edificazione di gioco.

Palombo 7: cinque stagioni fa a Novellino bastò un allenamento per gettarlo nella mischia. Da allora non l’ha più tolto dalla formazione titolare. Donadoni, che l’ha fatto entrare nel giro azzurro, ha avuto la possibilità per stimare maggiormente un centrocampista sempre più completo

Franceschini 6: aiuta costantemente i terzini in fase di non possesso. Non si vede molto in avanti, ma è prezioso tatticamente.

Quagliarella 7 dopo i due eurogoal di Bergamo, va nuovamente a segno e anche stavolta lo fa nel migliore dei modi, facendo cioè ricorso ad un mix fenomenale per qualsiasi attaccante: tecnica, velocità e imprevedibilità. Manca Flachi, eppure l’ex ascolano lo sta sostituendo splendidamente.

Bonazzoli 6: negli ultimi 20’ va in debito d’ossigeno, del resto è reduce da un’operazione al crociato ed è, come sempre, autore di una grande prestazione al servizio della squadra, con costanti sponde e spizzicate. Da lui ci si aspetta qualche goal in più, arriveranno anche quelli.

(foto www.ultrastito.it)

Il dopo partita, interviste:

Novellino: “Oggi ho visto una grande Sampdoria. Abbiamo fatto bene nonostante le molte novità in formazione. Lo stesso Sala ha fatto bene come esterno”. Novellino ha poi ribadito gli obiettivi, “fare meglio della scorsa stagione”, e ha rassicurato tutti sulle condizioni di Volpi, “niente di preoccupante”. Per il centrocampista si parla di un trauma alla caviglia. Domani gli accertamenti.

Falcone: “E’ stato molto importante vincere e non subire goal, soprattutto per il morale. Finalmente il grande lavoro inizia a dare risultati, in quanto finora la squadra non aveva raccolto il giusto. Anche a Bergamo si era giocato bene, contro il Milan meritavamo di vincere, oggi abbiamo voltato le spalle alla mala sorte, abbiamo meritato di vincere. La vittoria va dedicata al grande carattere del gruppo. Gioco da quindici anni ai massimi livelli, per me è stato meglio poter subito giocare per rimediare all’errore di domenica. Bisogna andare oltre agli episodi e guardare al complesso in maniera oggettiva. Non c’è tempo per pensare, ora bisogna riposarsi e prepararsi per la trasferta di Cagliari, giocando con la voglia di oggi”.

Zauri“Abbiamo subito episodi sfavorevoli, la sconfitta va oltre all’arbitraggio, siamo dispiaciuti, ma confortati dai progressi rispetto alla gara contro il Catania, non potevamo fare peggio. Siamo rimasti in partita fino alla fine, anche in inferiorità numerica. L’arbitro non aveva visto il rigore, è stato il guardalinee a segnalarglielo, era posizionato dalla parte opposta. Contro di noi vedono rigori anche da cento metri, magari ci sono pure, non sbagliano mai contro di noi. Oggi qualcosa si è creato, non siamo mai stati schiacciati, ma veniamo puniti alla prima disattenzione, bisogna lavorarci su per migliorare. Non bisogna però dimenticare che, senza la penalità, saremmo a metà classifica in linea con i nostri programmi, pertanto non bisogna abbattersi”.

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