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Nicola Amoruso (Sampdoria 1993/94)

Nato a Cerignola (FG) il 29 agosto 1974) è stato un centravanti, tecnicamente dotato e rapido nei movimenti. Non era comunque un attaccante statico, ma capace di andare a prendersi il pallone anche indietro e giocare spalle alla porta per servire i compagni. Ha militato in 13 squadre di Serie A, andando in gol con 12 di esse. Entrambi i dati costituiscono un record per il calcio italiano. Inoltre con 113 reti in serie A, è stato il più prolifico tra i giocatori italiani che non hanno mai indossato la maglia della nazionale maggiore.

Cresce calcisticamente nel Trinitapoli, dalle parti di Andria, per poi passare alla squadra primavera della Sampdoria (appena scudettata), dal 1991. Con la squadra giovanile gioca per due stagioni, ma inizia ad essere saltuariamente chiamato ad allenarsi coi grandi. Il 29 Aprile 1993, per esempio, gioca in amichevole infrasettimanale andando pure  a segno.

Stagione 1993/94

Dopo alcune presenze in panchina, esordisce il 12 Dicembre 1993 in Inter-Sampdoria 3-0, entrando al posto di Bertarelli, infortunatosi dopo una ventina di minuti. Al riguardo, qualche anno fa, raccontò così quell’episodio: “Nel momento in cui arrivi lì raggiungi il sogno di una vita. Ho esordito nella Sampdoria, con la quale sono cresciuto calcisticamente. Posso dire di aver avuto il privilegio di giocare con calciatori formidabili come Mancini ed esser stato allenato da un tecnico internazionale come Eriksson. Con l’Inter, nonostante perdemmo per 3-0, l’emozione di poter entrare in un campo gremito come San Siro, è una di quelle che ti rimane in mente per tutta la vita”. 

Tre giorni dopo, gioca nella partita di ritorno degli ottavi di finale coppa Italia contro la Roma, subentrando a Katanec al 75′. La sconfitta per 2-1 porta le squadre a giocare i supplementari e infine i rigori. Nick realizza il settimo rigore blucerchiato, contribuendo alla vittoria e al passaggio del turno. La prima da titolare arriva la Domenica successiva, nella partita in casa contro la Reggiana (vittoria 1-0).

Il suo primo gol arriva invece nel pirotecnico 6-2 all’Udinese a Febbraio. Segna la rete del 5-2 su perfetto assist di Lombardo.

Il secondo gol lo realizza all’ultimo minuto della trentaduesima giornata contro l’Inter (vittoria 3-1), chiudendo la partita su assist di Evani.

Si ripete la Domenica successiva sbloccando il risultato a Reggio Emilia (finale 1-1), su assist di Platt, alla penultima giornata di campionato.

A fine stagione purtroppo, le strade di Amoruso e Sampdoria si separarono per sempre. Qualche tempo fa al riguardo ha dichiarato: “Dopo la stagione di esordio con la Sampdoria, avevo tante richieste. E scelsi io di andare ad Andria nonostante l’offerta del Verona, che era una squadra più forte, costruita per andare in A. Ma io volli fortemente andare ad Andria, per stare vicino ai miei dopo cinque anni lontano da casa. E fu una bellissima stagione, con un ottimo piazzamento.”

Sempre qualche anno fa, riguardo la sua esperienza blucerchiata disse: “La Sampdoria per me è stato come il primo amore: sono cresciuto nel settore giovanile, facendo tutta la trafila, guardavo tutte le partite da vero tifoso, vivendo le tipiche emozioni adolescenziali, ho stretto molte amicizie, in particolare ci sentiamo spesso con Claudio Bellucci e ci piace ricordare quegli anni, i posti, le persone… insomma, il primo amore non si scorda mai e seguo sempre la Sampdoria!”.

Rendimento numerico nella Sampdoria

Nelle due stagioni successive, ad appena 19 e 20 anni, segna a valanga prima con la Fidelis Andria in B (15 gol in 35 presenze), poi col Padova in A (15 reti in 34 partite). Attira quindi l’attenzione della Juventus, che lo acquista nell’estate del 1996 per 7 miliardi di lire. Coi bianconeri resta per tre stagioni e colleziona complessivamente 103 presenze (poco più della metà partendo come titolare) siglando 29 reti. Vince due scudetti, supercoppa italiana, coppa intercontinentale e supercoppa Uefa.

Poi inizia a girovagare: Perugia (11 gol in 28 partite), Napoli (10 gol in 32 presenze) e di nuovo Juventus (7 reti in 22 partite e vittoria del suo terzo scudetto). Nella stagione 2002/03, comincia la stagione con il Perugia (8 presenze), per poi trasferirsi al Como (14 partite e 6 reti). Poi Modena (5 gol in 26 partite), Messina (6 reti in 24 presenze) e tre ottime stagioni alla Reggina (40 reti in 98 partite). Dopo quella stagione va vicino al ritorno alla Samp di Mazzarri (suo allenatore a Reggio), ma finisce per andare al Torino. 

Gli ultimi anni sono un mezzo calvario per via di continui infortuni. Dal 2008 al 2011 gioca con Torino, Siena, Parma e Atalanta giocando complessivamente appena 62 partite in tre anni e segnando gli ultimi 10 gol in carriera.

Con la nazionale “Under 21”, pur giocando poco (4 presenze e 1 rete), è stato campione d’Europa nel 1996.

fonti: ManicomioBlucerchiato, Wikipedia e Transfermarkt.


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