Maya Yoshida alla Sampdoria (prestito)

Nell’ultimo giorno di mercato è arrivato l’accordo per il trasferimento del difensore giapponese Yoshida alla Samp. Si tratta del secondo nipponico a vestire la nostra maglia dopo Yanagisawa nella stagione 2003/04. E’ reduce da 7 stagioni e mezzo e 190 presente nel Southampton. Di seguito l’annuncio ufficiale della società blucerchiata:

Il presidente Massimo Ferrero e l’U.C. Sampdoria comunicano di aver acquisito a titolo temporaneo dal Southampton F.C. i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Maya Yoshida (nato a Nagasaki, Giappone, il 24 agosto 1988). Il difensore ha sottoscritto un contratto economico fino al 30 giugno 2020.
www.sampdoria.it/dal-southampton-e…ponese-yoshida/

Recensioni sul giocatore

Il passaggio dal sushi al fish and chips non l’ha mai convinto, chissà cosa ne penserà dello stoccafisso alla ligure. Anche se in Inghilterra, cucina a parte, Maya Yoshida aveva davvero trovato casa. Da simbolo silenzioso. L’impresa Leicester aveva messo sotto i riflettori Okazaki, il marchio United Kagawa. Ma il giapponese più presente di sempre in Premier League (154 caps) è il nuovo acquisto della Sampdoria.

31 anni, difensore centrale con più di qualche gol nelle corde (37 in carriera, di cui 11 in nazionale) che sicuramente Claudio Ranieri aveva notato da avversario. Perché dal 2012 il tempo passava ma Yoshida era lì. Prima scommessa esotica, poi bandiera del Southampton. Esultava con Gabbiadini, che ritroverà in blucerchiato, e faceva coppia con Van Dijk. “Un piccolo passo per un giocatore, un grande passo per il calcio giapponese”, Maya parafrasava Neil Armstrong quando il 29 aprile 2017 centrava le 100 partite in Premier.

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Nessuna esagerazione: tra bambini e famiglie del Japanese Football club di Londra, il numero 3 dei Saints festeggiò quel traguardo da star nazionale. Un esempio per tanti: “Non è solo questione di calcio. Bisogna avere grande rispetto, per la diversità di cultura e stili di vita. Solo così possiamo capire a fondo l’Europa”.

Yoshida l’ha inseguita sin da bambino. Dalla sua Nagasaki sognava con Kazu Miura e Nakata, pionieri di Serie A. Poi è entrato nelle giovanili del Nagoya Grampus giusto in tempo per vedere gli ultimi colpi di Dragan Stojkovic, croce e delizia della Jugoslavia. “Un giocatore fantastico”, ricorderà poi Maya. “Non avevo i suoi colpi, ma lavoravo ogni giorno per avvicinarmi a lui”. L’incontro decisivo sarà però con l’Ajax di Ibra: “L’ho visto giocare dal vivo a 15 anni. Lì capii che prima o poi sarei dovuto andare in Eredivisie”.

Puntuale, esattamente un decennio fa arrivava la chiamata del VVV-Venlo. Garantiva Keisuke Honda, sarà la svolta anche per Yoshida. Il 2011 l’anno da incorniciare: a gennaio arriva il trionfo in Coppa d’Asia con il Giappone di Zaccheroni. Il ragazzo va a segno al debutto contro la Giordania, ma il gol della vita lo realizzerà a settembre con il club: una rovesciata pazzesca, contro il Psv (su 5 centri stagionali). Il pass per la Premier, da propheta in patria che saprà rinnovarsi in terra ignota. “Sono l’unico difensore centrale asiatico dei maggiori campionati d’Europa”, sorriderà al rinnovo del primo contratto con il Southampton nel 2015. “E in un ruolo come il mio, parlare la lingua è fondamentale: o si impara, o si impara”.

Fino alla cittadinanza inglese, sempre nel segno del 100. Lo scorso 15 novembre il Southampton ha celebrato con una videointervista l’ennesimo traguardo in durata di Yoshida, ormai capitano del suo Giappone. D’un fiato, Maya racconta gli highlights di 12 anni di carriera. Poi si sofferma sulle maglie scambiate con i vecchi avversari. Le più significative: “Quella di Falcao, dopo la vittoria sulla Colombia all’ultimo Mondiale. Quella di Hazard”, sospira, “che con il Belgio ci ha eliminato all’ultimo minuto degli ottavi. E poi quella di Chiellini:uno dei migliori difensori che abbia mai affrontato”. E con Giorgio sulla via del recupero, presto potrà incontrarlo di nuovo. Come Ibra, nella città di Miura. La sfida italiana di Yoshida parte dalle certezze di un ragazzino.

Fonte: https://gianlucadimarzio.com/it/calciomercato-sampdoria-maya-yoshida-chi-%C3%A8

 

Colpo a sorpresa, ad effetto, d’esperienza. Si è sempre guardati con scetticismo in Italia agli arrivi di giocatori dall’Asia. Gli esempi di Miura al Genoa e negli anni successivi i vari Nakata, Nakamura, Nagatomo, ci hanno invece fatto ricredere. L’arrivo di Maya Yoshida alla Sampdoria invece potrebbe essere classificato come un acquisto di un vero e proprio top player. Capitano del Giappone con cui ha anche vinto qualche anno fa la Coppa d’Asia con Zaccheroni in panchina, Yoshida era diventato il capitano del Southampton, in cui era considerato una vera sicurezza in difesa e un grande professionista. E’ cresciuto molto in coppia con Van Dijk prima che quest’ultimo poi facesse il salto di qualità che oggi al Liverpool l’ha portato ad essere il difensore più forte al mondo. Vediamo dunque chi è Maya Yoshida attraverso un focus fra carriera e curiosità di vita quotidiana.

La carriera di Maya Yoshida nel mondo del calcio ha inizio in Giappone. Lui, nato il 24 agosto 1988 a Nagasaki, aveva una gran voglia di mettersi in gioco e sin da piccolo seguiva le gesta dei grandi campioni per avvicinarsi a loro. Nelle sue corde la grande abilità a grandi gesti tecnici, come rovesciata e stacchi aerei imponenti, o anche gol su punizione. E così iniziò a giocare nelle giovanili del Nagoya Grampus. Una sorta di vivaio d’élite in Giappone. Un club glorioso fondato nel 1939 come squadra aziendale della Toyota. Il Nagoya Grampus è stata una delle squadre che hanno partecipato a tutti i campionati di prima divisione della J. League sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1993. E Yoshida ne divenne subito uno dei leader fino alla sua cessione in Eredivisie.

Non ci volle infatti molto prima di capire che questo giocatore sarebbe diventato un vero professionista. E così, anche invogliato dalla magia del gioco che stava esprimendo l’Ajax allora composta da Zlatan Ibrahimovic, Yoshida desiderava tanto giocare nel campionato olandese. Detto fatto, ecco la chiamata del VVV-Venlo nel gennaio del 2010, esattamente 10 anni fa. A Venlo, città olandese di 100mila abitanti, Yoshida troverà presto la sua dimensione misurandosi con un calcio più tattico e anche fatto di grosse individualità tecniche. Segnerà la bellezza di 63 presenze condite da 5 gol e 3 assist. Numeri che non lasciarono indifferenti gli scout del Southampton che nella stagione 2012/2013, decisero di farlo approdare in Premier League.

In Inghilterra l’esplosione definitiva di uno dei giocatori che ha maggiormente segnato la storia del Southampton. Dotato di grande grinta, professionalità e carisma, Yoshida veniva anche identificato come un giocatore ‘gentile’ in Inghilterra, uno di quelli che se può, cerca di evitare il fallo, provando a intervenire pulito nei contrasti con l’obiettivo di prendere solo la palla. Cosa difficilissima per la cultura del calcio inglese.

E così Yoshida, fra lo scetticismo generale in Inghilterra, iniziò questo suo lungo viaggio che l’ha portato col tempo ad accumulare ben 194 presenze, 9 gol e 4 assist. Numeri assolutamente di tutto rispetto per un giocatore che è cresciuto tanto, soprattutto dal punto di vista tattico, anche grazie ai consigli di Virgil Van Dijk. I due sono stati compagni di squadra e di reparto, ma anche amici fuori dal campo, prima della partenza del centrale del Liverpool verso la squadra di Klopp raggiungendo livelli altissimi.

L’Inghilterra però non è stata solo un punto di partenza e forse d’arrivo della sua carriera dato che a 31 anni, c’è ben poco da fare per la carriera di un giocatore. Ma mai dire mai. In Premier Yoshida ha infatti raggiunto il record di 100 presenze nel massimo campionato inglese. Un record perchè è stato il primo giapponese a totalizzare questo numero di presenze così alto.

Un giocatore che in pochissimo tempo ha raggiunto altri traguardi importanti, come la vittoria della Coppa d’Asia nel 2011 con Alberto Zaccheroni in panchina. Forse il punto più alto della sua carriera con la Nazionale nipponica di cui oggi è il capitano indiscusso della selezione giapponese. Alla Sampdoria troverà anche un suo caro vecchio compagno di squadra come Manolo Gabbiadini.

Nella sua carriera dunque Yoshida ha avuto modo di vivere diverse esperienze. Calciatore con un vissuto importante di 10 anni in Premier e che solo dopo il clamoroso 0-9 del Leicester contro il Southampton è stato accantonato in panchina. Condizione che l’ha portato ad essere ceduto alla Sampdoria di un maestro come Claudio Ranieri nonostante in difesa sia stato preso anche Tonelli. Yoshida in Italia potrà dunque apprezzare la cultura, il calcio e anche la passione per le auto. Quelle che da sempre può essere considerato un suo hobby.

Sui social infatti spesso si mostra in compagnia di auto, suv per la maggior parte dei casi, di cui va molto fiero. Ama le serate con gli amici e girare il mondo. Insomma, un personaggio tutto da vivere e un giocatore da scoprire che sicuramente potrà dare la giusta ventata di esperienza ad una Sampdoria che ha l’obbligo di salvarsi per preparare al meglio la prossima annata.

Fonte: https://calcio.fanpage.it/chi-e-maya-yoshida-il-nuovo-acquisto-della-sampdoria-con-oltre-100-presenze-in-premier/

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