Coppa Italia 2002/03: Sampdoria-Atalanta 1-0

Genova, 25 Settembre 2002 – Coppa Italia, 2° turno (andata)

Sampdoria-Atalanta 1-0

62′ Colombo (assist Zivkovic)

Sampdoria (4-4-2): Casazza, Sakic, Stendardo, Grandoni (27′ Conte), Bettarini; Valtolina, Volpi (45′ Zivkovic), Bernini, Iacopino; Rabito (78′ Ze Francis), Colombo (12 Pinato, 72 Sacchetti, 17 Palombo, 9 Bazzani). Allenatore: Novellino.

Atalanta (4-3-1-2): Taibi, Rinaldi, Rustico, Zini, Foglio; Berretta Dabo, Zauri (79′ Breviario); Doni; Rossini (57′ Liolidis), Ignacio Pia’ (73′ Pinardi). (31 Calderoni, 4 Minelli, 18 Espinal V., 32 Bianchi). Allenatore: Vavassori.

  • Arbitro: Rosetti di Torino.
  • Angoli: 11-2.
  • Ammoniti: Rinaldi, Foglio, Rossini e Sakic per gioco scorretto;
  • Espulsi: al 46′ Berretta e Bernini per doppia ammonizione; al 94′ Breviario per fallo da dietro;
  • Spettatori: 8.000 circa; 

Ancora una vittoria interna per la Samp di Novellino. Si tratta del quarto impegno derby compreso a Marassi e sono state tutte vittorie. Purtroppo la gara è stata caratterizzata da un eccessivo ed inutile agonismo con l’espulsione di Bernini e gli infortuni importanti di Volpi e Grandoni, che si vanno ad aggiungere a Paganin, Bolano ed altri assenti cronici di questo inizio di stagione. 

Peccato perché la gara di Domenica potrebbe dare una prima svolta al campionato dei blucerchiati. Siamo certi comunque che anche a ranghi incompleti la Samp può mantenere una sua identità ben precisa e saprà imporre il proprio gioco. Nota positiva della serata la rete di Colombo, anche se nel finale il rigore di Doni poteva spegnere le speranze di andare agli ottavi, ma cosi non e stato, ed ora partiamo favoriti. Appuntamento a tra qualche giorno!

Fra tante seconde linee in campo a cadere è l’uomo più forte della Sampdoria, il centrocampista che da solo spesso fa mezza squadra, il trascinatore, l’uomo che detta i tempi della manovra, che impensierisce almeno un paio di volte a partita il portiere avversario con i suoi tiri da fuori. Cade a terra, Volpi, e subito la paura s’impadronisce di Marassi, anche perché i suoi gesti con le mani non sono rassicuranti, il grido di dolore fa pensare al peggio. Sono attimi difficili, da brivido.

Basta guardare Novellino, per capire. Ha le mani nei capelli, scuote la testa, mentre invita Zivkovic a scaldarsi per la sostituzione. Per fortuna dei blucerchiati il terrore resta chiuso all’ interno dei 90 minuti di gioco, i cattivi pensieri sono tutti concentrati su quel brutto fallo da dietro di Berretta (sanzionato dal mediocre arbitro Rosetti con la semplice ammonizione), su quella barella che accompagna Volpi, salutato da applausi fragorosi, negli spogliatoi.

L’infortunio rimediato dal centrocampista non è grave, le radiografie effettuate immediatamente alla Montallegro escludono fratture, si parla di un semplice trauma contusivo e distorsivo alla caviglia sinistra, roba da tre settimane al massimo e non da tre mesi come qualcuno, osservando il brutto stato della sua gamba, temeva. Oggi si conosceranno gli esatti tempi di recupero, ma per Novellino è già possibile tirare un sospiro di sollievo.

Un quadro rassicurante che rende molto meno amara questa vittoria sull’ Atalanta, un successo firmato al 17′ della ripresa dall’ ex Colombo con stop e tiro ravvicinato, ma su cui ha grande merito proprio Zivkovic, il sostituto di Volpi, bravo a seminare il panico sulla fascia destra e a servire poi con un cross preciso il compagno di squadra, libero davanti al portiere Taibi e quindi in grado di capitalizzare al meglio la prodezza del serbo.

La Sampdoria ha vinto e mantiene incerto il passaggio del turno in Coppa Italia. Il 23 o 24 ottobre l’ Atalanta sarà costretta a battere i blucerchiati (coriacei anche con le seconde linee schierate ieri) per due gol di scarto e non sarà facile. Il gruppo di Novellino si è tolto una bella soddisfazione, il tecnico è felice. Ciò non toglie che si sia assistito ad un incontro esageratamente cattivo, con tre espulsi, Berretta (non per il fallo su Volpi, ma per uno immediatamente successivo), Bernini e Breviario.

Un incredibile concentrato di botte e un arbitro, l’emergente Rosetti, che anziché calmare gli animi, ha fatto di tutto per trasformare la sfida in una rissa da vecchio West, con la chicca di lasciare immacolato nei cartellini il prode Rustico, colpevole molto più di altri di falli sistematici e maligni. Vavassori a fine partita ha chiesto scusa: «Si è esagerato da entrambe le parti; purtroppo paghiamo una cultura sbagliata, quella del risultato a tutti i costi».

Novellino, parte lesa (pure Grandoni è uscito dal match con una frattura al naso, ricomposta direttamente sul campo, e oggi capirà quanto dovrà restare fuori) più del collega, invece, ha cercato di sdrammatizzare. «E’ stata una partita maschia, ma non è il caso di processare qualcuno. Non conosco giocatori che accettano supinamente la sconfitta. In campo tutti sprigionano una gran voglia e questa talvolta porta ad eccedere». Nessuna polemica, considerato anche che qualche giorno fa aveva chiesto agli arbitri più tutela per i suoi attaccanti.

Gli basta sapere che gli infortuni non sono gravi e piuttosto si gode la prova di chi finora aveva avuto poco spazio: un positivo Iacopino in mezzo al campo, un brillante Zivkovic sulla fascia, un Colombo finalmente goleador e soprattutto un Casazza di nuovo ipnotizzatore di rigoristi. Già, perché nella vittoria blucerchiata va inserito anche questo: il portiere che para il tiro dal dischetto di Doni al secondo minuto di recupero, una prodezza che permette di calmare gli animi, visto che in molti fra i blucerchiati non avevano preso bene la decisione del solito Rosetti, “falco” di vista nel captare una lieve trattenuta di Sakic a Liolidis.

Diverso sarebbe stato il discorso se l’ Atalanta avesse segnato nel primo tempo, quando al 19′ Rossini ha colpito un palo a portiere battuto oppure al 2′ della ripresa, quando Inacio Pià ha mancato la porta spalancata, mettendo a lato a botta sicura. Quelle erano occasioni vere, il rigore è parso ai più un regalo. Che Doni, non facendo onore al suo nome, ha buttato al vento. Sprechi che hanno caratterizzato anche la Samp: Colombo, ciabattando, al 23′ del secondo tempo ha gettato alle ortiche il raddoppio, mentre su Valtolina (45′ ) ha partorito una miracolosa deviazione Taibi. Ma due gol di scarto, forse, sarebbero stati un premio eccessivo.

tratto da archivio repubblica.

Le pagelle

Casazza 7.5: salva il risultato parando un rigore a Doni. Sakic 6.5: difende bene e spinge sulla fascia. Grandoni sv: gioca troppo poco. (Conte 6: cerca di esaltarsi nelle mischie difensive). Stendardo 7: parte titubante, ma poi viene fuori alla grande. Bettarini 7: una prova molto convincente. Valtolina 6: a volte si estrania dal gioco, nel finale sfiora il raddoppio. Bernini 5: un’ espulsione sciocca. Aveva subito un brutto fallo, ma l’ arbitro aveva già cacciato il prode Berretta. Volpi 7: è mezza Sampdoria, lo stava dimostrando anche ieri. (Zivkovic 7: autoritario. E’ lui a costruire il gol di Colombo). Iacopino 6: si vede poco sulla fascia sinistra, se la cava in mezzo al campo. Colombo 6.5: dopo il gol si mangia il possibile raddoppio. Rabito 5.5: incide poco (Zè Francis sv.).




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *