Analisi sulla Fiorentina 2020/21

La ACF Fiorentina è stata costituita nel 1926 e poi rifondata (provvisoriamente come Florentia Viola) nel 2003, dopo il fallimento sotto la gestione Cecchi Gori. La società con il colore viola, ha vinto due scudetti (1956 e 1969), sei Coppe Italia, una Supercoppa di lega e una Coppa delle Coppe. A queste vanno aggiunte anche altre tre finali internazionali perse (Coppa dei campioni, Coppa Uefa e Coppa delle Coppe).

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La squadra nel dopo seconda guerra mondiale, ha partecipato sempre al massimo campionato italiano fino al 1993, quando nonostante una squadra potenzialmente da alta classifica, riuscì nell’impresa di retrocedere in serie B. Nella sua storia è comunque stata prevalentemente nelle posizioni nobili della serie A, annoverando 5 secondi e 5 terzi posti, oltre ad una infinità di altri piazzamenti tra le prime 6/7.

Dopo tre eccellenti annate con allenatore Montella (2012-2015), la “viola”, ha di nuovo conosciuto un periodo tra la sufficienza e la mediocrità. Due stagioni fa ha addirittura rischiato la retrocessione, con lo stesso Montella richiamato in panchina a stagione in corso, mentre nell’ultimo campionato, è riuscita ad allontanarsi dai bassifondi solo nel finale, chiudendo a metà classifica con 49 punti.

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La Fiorentina 2020/2021

La rosa fin qui è stata fondamentalmente tenuta intatta rispetto alla scorsa stagione. Puntellata in entrata di due svincolati di lusso come Borja Valero (un ritorno) e Bonaventura, più l’arrivo di Amrabat dall’Hellas. Sono inoltre rientrati da prestiti: Biraghi, Cristoforo, Eysseric e Saponara. Le partenze invece sono state quelle di: Terzic, Badelj, Ghezzal, Agudelo e Sottil. I migliori giocatori sono quindi rimasti, anche se col mercato ancora aperto non si può mai dire fino alla fine.

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La rosa giocatori

Portieri e Difesa: il giovane portiere polacco Dragowski ovviamente riconfermato come titolare dopo buone prestazioni. Alle sue spalle in trentenne Terraciano e il diciottenne Brancolini.

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Nella difesa a tre i titolari sono al momento il quotato serbo Milenkovic (quarta stagione a  Firenze), l’argentino Pezzella (capitano, anche lui per il quarto anno in viola) e l’uruguayano Caceres, che può giocare anche laterale. Poi ci sono il giovane Ceccherini, che fin qui sta giocando al posto di Pezzella infortunato e il brasiliano Igor ex Spal. A sinistra (sulla linea di centrocampo) il titolare è Biraghi, rientrato dall’Inter. A destra invece fin qui c’è poco spazio per lo spagnolo Lirola, lo scorso anno titolare, visto che su quella fascia gioca Chiesa, con caratteristiche molto più offensive. L’alternativa è Venuti.

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Centrocampo: qui al momento i tre titolari sembrano l’astro nascente Castrovilli al centro (a segno in entrambe le prime partite), e il nostro ex centrocampista ghanese, Duncan, e l’ex milanista Bonaventura come mezz’ali. Oltre a loro il cileno Pulgar, titolare inamovibile nella passata stagione, ma per ora bloccato da infortunio, il marocchino Amrabat, e l’esperto spagnolo Borja Valero, che fin qui è stato utilizzato nei secondi tempi. Un reparto di assoluta qualità.

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Attacco: un punto fermo, come ormai da anni, è Federico Chiesa, un attaccante esterno che nel 3-5-2 di Iachini parte dalla linea dei centrocampisti e si inserisce continuamente al fianco dei due attaccanti in fase offensiva. Crea chiaramente tante superiorità numeriche e scompiglio, anche se i suoi numeri lo scorso anno sono stati abbastanza deludenti.

Davanti, oltre ai due trequartisti Saponara e Montiel, fin qui non utilizzati, la scelta per le due punte nelle formazioni iniziali è ricaduta sul fuoriclasse francese Ribery, che nonostante l’età calcisticamente avanzata (37 anni), ha ancora tante energie e giocate, e il giovane ivoriano, ex Genoa, Kouamè. Ma dietro di loro scalpitano altri due giovani molto forti: Cutrone, arrivato a Gennaio, che fin qui non ha rispettato le attese, e il ventenne serbo Vlahovic, impiegato regolarmente da subentrato. Gran potenziale per lui, anche se piuttosto discontinuo. Capace comunque di giocate decisive e quindi decisivo anche in venti minuti.

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E’ una squadra quindi complessivamente giovane e ricca di talento, reduce da stagioni incolori e sotto le aspettative. Un pò condizionata dalla ritardata esplosione di Federico Chiesa, quest’anno col rientro di Ribery (anche se per stasera risulta acciaccato) e gli innesti di Biraghi, Borja Valero e soprattutto Amrabat e Bonaventura, sembra più solida e qualitativa. Se non viene ceduto in extremis Chiesa, come si vocifera, dovrebbe poter disputare un campionato a ridosso delle prime sette (ormai consolidate) e magari inserirsi nella lotta per un posto in Europa.

Risultati 2020/2021

Fin qui in campionato una vittoria di misura col Torino e una sconfitta, sempre di misura a Milano con l’Inter, maturata nei minuti finali (da 2-3 a 4-3). Fase di rodaggio, ma qualcosa di importante, soprattutto a San Siro, si è vista.

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