Analisi sul Cagliari (prossima avversaria)

Il Cagliari Calcio, società nata nel 1920, dopo aver “galleggiato” tra serie C e B fino al 1964, si è installata piuttosto stabilmente nel massimo campionato, raggiungendo il suo periodo d’oro proprio a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quando arrivarono lo storico scudetto ed altri piazzamenti di alta classifica. Nelle ultime 16 stagioni è stata presente nella massima serie per 15 volte, esattamente come la Sampdoria. Anche nel loro caso la retrocessione (2011) è stata rimediata in un solo anno.

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Tolte poche eccezioni però la squadra sarda nell’ultimo ventennio ha condotto perlopiù campionati di medio bassa classifica, salvandosi qualche volta con anticipo, regalando finali assai scadenti ai propri tifosi, ed altre con permanenza nella categoria raggiunta con estremo affanno, come nel 2018.

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In questa, che è stata la stagione del centenario, la società ha deciso di compiere un salto di qualità, così, in Estate, pur cedendo Barella all’Inter per una cifra spropositata, è riuscita ad accaparrarsi giocatori del calibro di Rog (in prestito dal Napoli), Nainggolan (già rossoblu per tanti anni fino al 2014), l’uruguaiano Nandez (dal Boca Juniors) ed infine Olsen (dalla Roma) e Simeone (dalla Fiorentina), nel momento in cui ha perso Cragno e Pavoletti, due punti fermi della squadra, per infortunio.

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A Gennaio sono poi arrivati il fantasista Pereiro e l’attaccante Paloschi dalla Spal, mentre hanno lasciato l’isola Castro, Deiola e Cerri.

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Il Cagliari aveva confermato il tecnico Maran che nel corso delle partite aveva trasformato il suo 4-3-1-2 in un 4-3-2-1, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità tecniche della squadra. Da Marzo, dopo una interminabile crisi, il presidente Giulini, ha optato per l’esonero con squadra affidata al nostro ex, portiere e allenatore, Zenga.

Portiere / Difesa: In porta Cragno ha ripreso il suo posto dopo l’infortunio e lo svedese Olsen il cui rendimento era stato molto buono almeno fino ad un certo punto, è tornato in panchina. Terzo era e resta il brasiliano Rafael.

Nella difesa a quattro, o a cinque, il terzino destro titolare è l’ex doriano Cacciatore, anche se Mattiello (ex Atalanta) negli ultimi tempi sta trovando più spazio. La coppia centrale titolare, come nelle ultime stagioni sarebbe stata formata da Pisacane e Ceppitelli, ma quest’ultimo, per via di lunghi infortuni, è stato quasi sempre rimpiazzato dal trentaquatrenne estone Klavan. Ultimamente ha trovato spazio anche il giovanissimo polacco Walukiewicz, e addirittura il diciannovenne sardo Carboni. A sinistra il titolare è il giovane Pellegrini, sei assist, con prima riserva il greco Lykogiannis.

Il centrocampo è stato certamente il fiore all’occhiello della rosa rossoblu. Nei tre in mezzo in genere sono partiti dall’inizio, l’ex doriano Cigarini in regia, con ai suoi lati, come mezz’ali, l’uruguayano Nandez, 2 gol e 4 assist, specialista del cross, e il croato Rog. Con Zenga invece Nainggolan è stato riportato in mediana e così Cigarini non sta più vedendo campo. Per il belga fin qui grande stagione, con 6 gol + 7 assist. Ma il suo campionato sembra finito per infortunio. Trova regolarmente minutaggio Ionita, giocatore di grande forza fisica, molto quantitativo. Completano il reparto l’uruguaiano Oliva, ora infortunato e l’esterno Faragò, giocatore non troppo utilizzato in questa stagione.

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Davanti grande margine di libertà per il funambolico Joao Pedro, brasiliano ormai di casa in Sardegna. Ben 18 le reti, compresi vari rigori, e 4 assist per lui, che ormai gioca stabilmente come seconda punta. Come trequartisti, ci sono lo sloveno Birsa e l’uruguaiano Pereiro, ma entrambi hanno giocato pochissimo. Davanti a loro, perso subito Pavoletti per un lungo infortunio, gioca sempre e comunque l’argentino Simeone, fin qui piuttosto positivo, dopo una stagione deludente alla Fiorentina. Per lui 10 reti e 4 assist. Nessun compito difensivo e libertà di giocare in profondità, aspettando il passaggio giusto. Le uniche alternative, ceduto Cerri a Gennaio, sono Ragatzu e Paloschi. Ma entrambi sono stati infatti messi in campo col contagocce.

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E’ una squadra che per quattro mesi aveva illuso la tifoseria di potersi giocare un posto per l’Europa, ma improvvisamente crollata in una crisi senza fine. L’arrivo di Zenga ha poi rimesso le cose un pò a posto, ma comunque non quello slancio per provare a mettersi in scia del Milan. Il campionato del Cagliari è così virtualmente in archivio, con l’unico obiettivo cercare di migliorare la posizione e capire bene su chi puntare per la stagione successiva.

Il Cagliari dopo la sosta del COVID ha trovato due vittorie, tre pareggi e due sconfitte con Hellas e Atalanta. Bene la tenuta difensiva, con appena sei reti subite in sette partite, ma anche solo sette segnate, quattro delle quali al solo Torino. In tutto il campionato hanno perso solo quattro partite in trasferta a fronte di otto pareggi e quattro vittorie.

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